dal sonno al risveglio
Ricordare se stessi significa anche ricordarsi di nutrirsi, ma non solo di cibo. Significa alimentare il nostro sé più profondo con ciò che lo fa fiorire. Un libro che parla all'anima e non solo alla mente. Un quadro davanti al quale il tempo si ferma. Una musica che la riporta a casa anche se non sa dire dove sia questa casa. Una poesia che dice in tre versi quello che lei cerca di esprimere da anni. Una conversazione filosofica che invece di darle risposte preconfezionate la aiuta a pensare meglio, a vedere più chiaramente.
L'arte, la bellezza, la profondità non sono lussi per anime privilegiate. Sono medicina per l'anima ubriaca, sono la lettera dal regno che ci ricorda chi siamo. In un mondo che è spesso prigione di violenza, dolore e disperazione, questi momenti di connessione con il bello e il vero sono atti di resistenza spirituale.
Inizi piccolo. Non pretenda di meditare un'ora al giorno o di leggere tutti i testi sacri. Si chieda solo di fermarsi tre volte al giorno per tre respiri consapevoli. In quei nove respiri quotidiani, ricordi: non è solo il corpo che si affatica, non è solo la mente che si preoccupa. Lei è una scintilla del Fuoco originario, temporaneamente vestita di carne, in viaggio verso casa.
E quando dimentica (perché dimenticherà, tutti dimentichiamo) non si giudichi. Il giudizio è un altro vino che addormenta. Semplicemente, con dolcezza infinita, ricominci. Perché ogni momento è una nuova opportunità per svegliarsi, per ricordare, per tornare a casa mentre ancora camminiamo per le strade di questo mondo straniero e meraviglioso.