il bracciale d'oro

Queste parti sono un po’ in conflitto tra loro, c’è di mezzo il timore di un furto, l’astuzia e il sospetto, la sorpresa dell’inatteso e la minaccia, ma anche l’incontro e il sentimento. Verrebbe da pensare che ogni trinità maschile, già simbolo di ampliamento della personalità, chiami a sé inesorabilmente il quarto, il femminile. Ed ecco comparire sua madre, pacificata, elegante, con i pensieri ben ordinati. Indossa il colore della primavera agli inizi, del germogliare e del rinascere. Il verde parla di “viraggio”, di cambiamento di stato: Dioniso e Al Khadir (il saggio tra i saggi del Corano) hanno come epiteto quello di “Verdeggiante”. Entrambi sanno attraversare il disordine, per costruire un nuovo assetto della personalità, dettato dal Sé e non dalle misure precauzionali del nostro Io. 
Nel suo sogno, caro lettore, sua madre è entrata in questa luce nuova, liberata da ogni preoccupazione, e la accoglie suggerendo, con la gentilezza che la contraddistingue, di rimanere sulla soglia, in una posizione di osservazione e di apertura al nuovo. La porta non va più chiusa davanti a ciò che arriva: sembra che vi sia una tensione forte tra qualcosa che si impone e una certa diffidenza di fronte all’assurdità della faccenda (così considerata dall’Io). Ma sua madre, benedicente e accogliente, è al suo fianco. 
Sostare sull’uscio significa stare sia dentro che fuori, e al tempo stesso né dentro né fuori. E scoprire che questo è il vero orientamento nella vita, non i punti cardinali o le mappe geografiche tracciate da altri, ma le connessioni profonde che uniscono il microcosmo che ci abita al cosmo intero, in cui abitiamo.  
 

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