Le ho suggerito così alcune ‘premesse’ con cui introdurre il linguaggio dei sogni, assai diverso da quello abituale. Richiede una sospensione del pensare indirizzato, che mira a un interesse e a un obiettivo, che spiega e razionalizza, ma riduce l’ignoto al già noto.
Sull’importanza dei sogni, potrebbe dire ai suoi figli che quando si è persi nell’oscurità della notte si cercano le stelle: i sogni sono le nostre stelle, indicano la via che di giorno non si vede, sanno leggere le nostre vite, consigliare la direzione, offrendo alternative impensate. Sono estremamente creativi! Ma bisogna frequentarli per comprenderli e soprattutto narrarli: nessuno può comprendere i propri, perché di noi stessi vediamo solo ciò che già conosciamo. Sono come lettere chiuse, che vanno aperte e scambiate perché i loro messaggi possano diventare attivi, fertili, messaggeri di novità.
Può trasferire ai suoi figli che i grandi racconti epici mostrano come gli eroi siano guidati dai sogni e da invisibili presenze. La Bibbia stessa sottolinea l’importanza dei sogni, consigli inviati da Dio e dagli angeli: vi è la storia di Giuseppe odiato dai fratelli perché comprendeva i sogni, e dell’altro grande Giuseppe, capace di prendere Maria in sposa e salvare la sua famiglia dall’eccidio fuggendo in Egitto, perché i sogni glielo avevano consigliato. Papa Francesco tiene sul comodino la statuetta di questo santo, dormiente, per affidarsi, come lui, quando i problemi si fanno troppo grandi, al mondo della notte e ai suoi consigli. Anche i Magi leggendo i sogni e le stelle intraprendono un lungo viaggio, per recare doni preziosi a un bambino profugo nato in una stalla. Chi non ascolta i sogni non accoglie l’inatteso e il divino che scendono accanto a noi: “non ha posto per loro”.
Nelle fiabe si consiglia a chi ha smarrito la via di ‘dormirci sopra’, perché un’altra voce possa diventare la nostra guida: quando la coscienza ha esaurito le sue risorse, possiamo affidarci a quella miniera di risorse che giace sotto e sopra di noi, per ascoltarne la sapienza. Quando i suoi figli hanno un problema, suggerisca loro di porre una domanda alla notte prima di addormentarsi, e di mettere una moneta sotto il cuscino e una scodellina d’acqua – fluido trasparente – sul comodino. E di porsi in ascolto…