Che cosa si può mettere in atto in queste situazioni, cara Lettrice? Potrei suggerire alcune ipotesi per aiutare la sua amica a trovare la strada verso una nuova consapevolezza. Si tratta generalmente di situazioni che non possono essere affrontate in modo diretto, perché ciò provoca irrigidimento, chiusura e una difesa della propria identità, accanto al desiderio di trovare da soli la soluzione più opportuna. Però alcune parole possono essere dette, una sola volta, quando se ne presenta l’occasione, perché magari risuoneranno poi al momento opportuno: «Sono preoccupata per te» (inducendo un sistema di protezione), «chiamami quando vuoi se ti senti in pericolo» (così si accenna a uno spazio di riflessione nei momenti cruciali, un appello alla coscienza e a un intermediario), «capisco che questa vicenda deve avere un grande senso per te, ancora da scoprire» (è un invito a cogliere il senso e farlo proprio, a non pensare solo che si sta sbagliando o che non si è compresi).
È difficilissimo stare accanto a chi soffre e attraversa un ponte in bilico su un abisso: richiede a chi assiste una buona tenuta, un equilibrio composto, e l’arte di preparare reti di salvataggio per il momento del soccorso. Auguro a voi che il vostro affetto sincero possa essere l’arcobaleno che accompagna al di là della contingenza presente, sull’altra riva.