Non smetterò mai di essere grata alle mie amiche e sorelle alle quali è stato asportato l'utero, perché la loro esperienza di vita ha permesso a me di fare un piccolo passo evolutivo di coscienza, cioè di vedere in quelle donne la grande fecondità della loro anima. Una fecondità che non ha bisogno della materia per esprimersi e che è stata riversata nell'anima del mondo da tutte quelle donne che, a causa della loro storia o delle loro mutilazioni, hanno rinunciato a essere madri di uno per divenire madri di molti.
La prima domenica al gineceo si fa festa! Sappiamo che da lunedì inizieranno gli interventi. Prima di allettarci tutte, abbiamo deciso di goderci la vita! Abbiamo concordato che questa sera faremo una meditazione tutte insieme, per prepararci alla settimana di interventi. Ho sempre più chiara la sensazione che tra di noi si sia creata una dimensione "altra", una trasmissione di "amorosi sensi" come li chiamava Foscolo.
Ci raccogliamo tutte dentro la stanza più grande, luci soffuse, musica rilassante, chiedo alle mie amiche di cercare il silenzio, dentro se stesse e fuori, tra di loro. C'è calma e pace, uno stato interiore che non credo di aver mai sentito così, come se fossi in unione profonda con una dimensione superiore, della quale le mie amiche sono parte, insieme a me. Un profondo senso di gratitudine e di armonia mi pervade, il tempo sembra essersi fermato, lo spazio dilatato. Mi affido a questa forza, senza pensare. Sento che le parole che pronuncerò saranno quelle giuste.
LA PACE FRA ANIMA E CORPO - MEMORIE DAL GINECEO
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- Scritto da GIOVANNA DI GIROLAMO
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