Quasi sempre ci riferiamo all’altro, a ciò che ci aspettiamo dal mondo, puntando l’attenzione sulle sbavature esterne e dando per scontata la nostra impeccabilità, per il solo fatto di detenere il primato di una scelta: io amo questo aspetto importante, per me vale moltissimo, mi rende bella la vita, mi fa sentire in pace e cerco di onorarlo, senza nemmeno pensarci troppo. Sei tu che mi deludi. Mi accorgo solo di quando tu lo infrangi.
E quando si tratta di me? Quando mi accorgo, o qualcuno mi fa notare, di aver tradito in qualche modo un valore cui tengo tantissimo?
Potrei negare appigliandomi a mille giustificazioni, oppure sentirmi colpevole e deprimermi provando vergogna. In entrambi i casi sono davanti al crollo della mia immagine infallibile e coerente: nel primo caso, c’è la fuga nel tentativo di salvarla; nel secondo caso, c’è la caduta nel giudizio e nella condanna.
Allora se qualche volta fallisco, se non riesco sempre a perseguire un ideale, forse non merito di averlo? È sempre molto difficile ammettere di sbagliare, perché chi ci sgridava da piccoli si è insediato nelle ombrose profondità di noi stessi, e continua inesorabilmente a minacciare di castigarci se non facciamo i bravi. E questo succede ogni volta che le cose si mettono di traverso facendo emergere incoerenze, contraddizioni e debolezze.
COME PERCEPIRE IL PROPRIO VALORE
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