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Ci vuole molto amore per superare la paura di sentirci sbagliati. Un amore che dobbiamo imparare, perché forse non lo abbiamo mai conosciuto. Un amore che può trascendere il tempo e lo spazio, e persino noi stessi, poiché abbraccia tutto come un buon Padre.
Per intraprendere questo cammino sono necessari intenzione, impegno, pazienza, disciplina gentile e tanta attenzione. Anche le pratiche spirituali come la meditazione e la preghiera possono aiutarci, a patto che riusciamo ad accordare corpo, mente e cuore cercando di stare presenti, ma anche di sparire insieme ai nostri rovelli e, senza aspettative, aprirci all’ulteriore.
Pian piano, lo stato di coscienza ordinario può modificarsi, le percezioni del mondo esterno e interno si trasformano portando a un'apertura del cuore che lascia andare i pensieri, trasforma le emozioni e rilassa il corpo. La consapevolezza si espande recando una percezione più profonda dell’ordine oggettivo del mondo: esso sembra esistere al di là delle normali sensazioni e delle interpretazioni personali del singolo individuo.
Spesso queste esperienze vengono descritte come stati di unità, di connessione con il Tutto e suggeriscono la possibilità dell’esistenza di una realtà universale, oggettiva e più vasta. Possono indurre cambiamenti significativi nella percezione di sé e delle relazioni con gli altri. Emergono nuovi significati, intuizioni che trascendono i nostri schemi mentali e che sfidano le nostre nozioni ordinarie di ciò che è "reale".
Allora, come dicevano gli antichi gnostici, possiamo davvero rimanere in mezzo alle contraddizioni e al caos, senza vederli come tali, ma come occasioni per ricordarci di quel Padre, per non sentirci più soli e separati, ma per tornare nell’abbraccio di noi stessi e della nostra originaria Realtà.