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Una mini rivoluzione
L’unico modo per rendersene conto è fare uno sforzo, osare un piccolo scatto rivoluzionario e interrompere l’azione, per vedere cosa succede facendone a meno. Così, decido su due piedi di disinstallare WhatsApp e di smettere per un mese di utilizzarlo. Esercizio che prevede anche di non avvertire...
Decido. Malgrado la forte resistenza dovuta a un vago senso di allarme, quasi di pericolo, raccolgo la sfida: premo l’ultimo comando senza darmi il tempo di valutarne tutte le conseguenze.
Accidenti! Mi accorgo di aver perso irrimediabilmente messaggi cui tenevo molto, testimonianze di affetto e di stima che mi facevano sentire importante e amata. Cose insomma che mi davano valore. È come se ora quel valore lo avessi perduto.
La prima notte fatico a prendere sonno, con l’impressione di essermi tagliata fuori dal mondo. Provo rimpianto e una voce mi rimprovera per la mia superficiale irruenza. Sento paura, come per un distacco. Sparire così, cosa sarà di me? Mi sento persa e fragile, abbandonata, anche un po’ tradita. Da me stessa. Ricordo poco i messaggi persi a cui tenevo tanto. Forse perché erano lì in cassaforte e avrei potuto rivederli in qualsiasi momento. Torno a riflettere sulle parole d’amore cancellate, sulla miriade di cuori, fiori, baci, sorrisi, battimani, battute e fotografie legate a momenti che non torneranno più.
Decido. Malgrado la forte resistenza dovuta a un vago senso di allarme, quasi di pericolo, raccolgo la sfida: premo l’ultimo comando senza darmi il tempo di valutarne tutte le conseguenze.
Accidenti! Mi accorgo di aver perso irrimediabilmente messaggi cui tenevo molto, testimonianze di affetto e di stima che mi facevano sentire importante e amata. Cose insomma che mi davano valore. È come se ora quel valore lo avessi perduto.
La prima notte fatico a prendere sonno, con l’impressione di essermi tagliata fuori dal mondo. Provo rimpianto e una voce mi rimprovera per la mia superficiale irruenza. Sento paura, come per un distacco. Sparire così, cosa sarà di me? Mi sento persa e fragile, abbandonata, anche un po’ tradita. Da me stessa. Ricordo poco i messaggi persi a cui tenevo tanto. Forse perché erano lì in cassaforte e avrei potuto rivederli in qualsiasi momento. Torno a riflettere sulle parole d’amore cancellate, sulla miriade di cuori, fiori, baci, sorrisi, battimani, battute e fotografie legate a momenti che non torneranno più.