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Questa possibilità è qualcosa che fa tremare in molti, perché tornare indietro nel tempo per intraprendere altre strade è impossibile. Molte volte siamo tentati di voltarci dall’altra parte e vivere nell’illusione che “nonostante tutto, malgrado le difficoltà e le sofferenze, va anche bene così!”. Ma per i coraggiosi e i forti d'animo, coloro che preferiscono la verità alla menzogna, non c'è niente di peggio che perseverare nelle strade per loro inadeguate. Per coloro che hanno questa forza, è sempre possibile riscattarsi e rimediare agli errori.
Fermarci e fare una ricognizione delle nostre scelte e da dove siano giunte è un'operazione che non tutti sono disposti a fare. Ci vuole coraggio, una certa forza d'animo, onestà con sé stessi e anche una certa profondità di pensiero. Il più delle volte procediamo per inerzia, seguendo delle abitudini e appoggiandoci a schemi di vita già consolidati. Dietro l’adagiarci in situazioni famigliari, non sempre abbiamo il coraggio di riconsiderare il luogo dove viviamo, il lavoro che facciamo, il partner con cui condividiamo la vita. Ci siamo mai domandati con quali emozioni abbiamo fatto le scelte più importanti per noi?
Antonio, per diversi anni della sua vita, aveva preso delle decisioni dietro la spinta dell’educazione e della cultura di appartenenza. Si era sposato, convinto che per essere un uomo adulto doveva avere i piedi ben piantati in terra, una sicurezza economica e una famiglia, lasciando indietro i sogni di bambino. Però, questo per lui aveva significato allontanarsi da una parte creativa e vitale di sé stesso. Su consiglio di amici e genitori, si era lasciato convincere che quella sua parte sognatrice fosse solo una zavorra, e così aveva scelto di vivere secondo “saggi” dettami, guadagnando un pochino di soldi grazie a un lavoro sicuro e poi sposarsi e avere dei figli.
Per quasi vent’anni aveva vissuto seguendo queste leggi e lavorato senza troppo entusiasmo in un centro di riabilitazione psichiatrica ma, a un certo punto, un evento imprevedibile ruppe la sua routine: nel lockdown del 2020, a causa del diffondersi di una malattia che sembrava essere molto pericolosa, non era possibile uscire di casa e nemmeno andare a lavorare. I centri di riabilitazione sospesero il servizio, ma fortunatamente, grazie al suo lume previdente, Antonio non si doveva preoccupare perché lo stipendio arrivava ugualmente. In tutto quel tempo libero qualcosa in lui cominciava a risvegliarsi. Qualcosa a cui aveva dovuto rinunciare tempo addietro per seguire il suo desiderio di sicurezza. Più passava il tempo e più certe sensazioni interiori si facevano sentire sempre più forti, provocandogli malumore e inquietudine. Inoltre, l’essere chiuso in casa gli faceva accumulare energie che creavano agitazione e nervosismo… aveva bisogno di indirizzarle! Iniziò a studiare di tutto, ma la sua mente andava sempre al mondo di fuori, alla campagna, all’aria aperta, al profumo dei fiori, agli odori e al bosco.