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Questa vicenda di vita potrebbe aiutarci a riflettere su un’importante domanda da porci, ossia se ci sia dentro di noi un potenziale Antonio, un “noi nuovo” che cerca di venire alla luce. La storia che abbiamo raccontato è un esempio di come le idee possano deviare l’espressione di noi stessi. Antonio scelse di intraprendere un percorso di vita sotto l’influenza degli altri e per la paura del futuro. Probabilmente le paure di disfatta e povertà alimentarono le prospettive limitanti alla base delle sue scelte. Ma a un certo punto, grazie a quella che possiamo definire un’epifania, riuscì a ritrovarsi.
Senza dover necessariamente fare dei cambiamenti radicali, anche noi abbiamo la possibilità di ritrovarci. Una ricognizione della nostra vita ci può permettere di fare un’analisi circa quello che siamo diventati e abbiamo realizzato. Possiamo essere spaventati da quel potenziale Antonio che vive in noi, ma al contempo questa parte di noi è spaventata dall’eventualità di non riuscire mai a esprimersi.
Riconsiderare ogni tanto ciò che abbiamo fatto del nostro tempo, metterci in dubbio, potrebbe essere la nostra salvezza. Porci delle giuste domande ci può aiutare nel difficile compito di non perderci. Domandarsi ogni tanto: “come mi stanno andando le cose?”; “sono soddisfatto di me?”; “sto usando bene il mio tempo?”; “sono felice?”.
Potrebbe essere questo l’inizio di una nuova vita, di cui spesso abbiamo bisogno, ma che troppe volte non riusciamo ad abbracciare.