Cominciò a godere dei pochi momenti in cui poteva allontanarsi da casa per inebriarsi dei sentori della natura. Sentiva il desiderio forte di portare con sé quelle sensazioni, come se non si fosse mai separato dalla natura vivente. Avrebbe voluto trattenere quelle impressioni profondamente dentro di sé per poterne godere in ogni momento, solamente rievocandone il ricordo. Notò come però la memoria fosse debole: poco dopo tutto si affievoliva, l’ebbrezza dell’erba verde, la sua freschezza e il suo profumo, tutto piano piano entrava nell’oblio. Si ricordò come da piccolo gli odori e i sapori fossero per lui presenze costanti: poteva rievocarli a suo piacimento e risentirli tutte le volte che voleva. A quei tempi la sua memoria era molto più vivida. Si accorse che questa sua abilità, molto forte da bambino, da adulto si era quasi totalmente persa, svanita nell’oblio di quello che lui era stato una volta. Sentiva che se avesse risvegliato questo potere si sarebbe sentito molto più sollevato; quell’abilità avrebbe alleviato l’ansia di essere rinchiuso in casa.
E dunque, spinto dal malessere e dal desiderio di fare qualcosa, decise di riesumare quel talento sottovalutato che da bambino gli aveva fatto vivere esperienze straordinarie. Così cominciò segretamente a sognare di diventare un erborista, un profumiere e febbrilmente organizzò uno spazio nel garage per sperimentare qualche operazione con le prime erbe che riusciva a raccogliere. In questo suo operare, la famiglia lo appoggiò: anche per loro diventò un modo per affrontare in modo rigenerativo la chiusura imposta dalla pandemia. Così, Antonio si ritrovò con molto tempo a disposizione e molte energie per rivivere passioni sepolte. Preso da un fuoco che cominciava a bruciargli nel petto, decise di spendere cinquemila euro nell’acquisto di strumenti e materiale per esercitare l’olfatto. Una forza in lui lo convinceva che l’epoca della riabilitazione psichiatrica era terminata, qualcosa di diverso stava per nascere. Era come se, per tanto tempo, una creatura fosse rimasta in gestazione per poter venire alla luce grazie al lockdown, un “benedetto” lockdown che adesso poteva permettergli di dedicarsi senza tregua al suo sogno. Ben presto riuscì a trasformare quella che era stata una zona di deposito, in un lindo e asettico ambiente, per ottenere oli e soluzioni dalle piante che recuperava durante le sue passeggiate. 

TI È PIACIUTO QUESTO ARTICOLO?


Ricevi gratuitamente ogni nuovo numero de Lo Sguardo Interiore direttamente nella tua email.

 

ISCRIVITI GRATIS