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Nella nostra società edonistica e orientata al profitto, al consumo e al successo, che promette eterna giovinezza, piaceri effimeri e vanamente compensatori che ci allontanano da noi stessi, sta crescendo sempre più l’esigenza di ritrovarsi e recuperare il senso della propria vita.
In un mondo orientato al conflitto, nella separazione tra “io e gli altri”, si impone un’esigenza di unità. Frammentati come siamo in tante contraddizioni che nemmeno vediamo, ma che ci turbano e che cerchiamo di sedare con innumerevoli strategie, basterebbe ascoltarsi: sentire il corpo, quali pensieri ci attraversano, quali emozioni, e arrendersi a questo incontro senza scappare, in uno spazio dilatato e sottile dove tutto si amalgama. Senza volerlo si potrebbero creare silenzio, pace, riposo e potremmo attingere a un’energia diversa, quella di un mondo d’amore.
È noto che la meditazione e la preghiera sentita possano modificare uno stato di stress e riportare equilibrio, con ripercussioni persino sulla salute: è scientificamente dimostrato come l’abbassamento dell’ansia abbia effetti a catena nei processi ormonali e sul sistema immunitario.
Oggi assistiamo a innumerevoli proposte di ricerca interiore per conoscere sé stessi, per ritrovare serenità e acquisire gli strumenti utili a tale scopo. Ognuno può operare la scelta che ritiene più congeniale, a patto che sia disposto a mettersi in gioco, poiché in questo campo le nozioni non sono sufficienti: occorre disporsi all’esperienza con umiltà e con ogni parte di sé, a partire dal corpo, perché qualsiasi esperienza concreta non può prescindervi.
L’anima ha bisogno del corpo per sentirsi e per manifestarsi, ma spesso si identifica con i suoi bisogni, le sue paure e si costringe in un vestito troppo stretto, fino a soffocare. Dimentica la propria natura spirituale e, come si racconta in alcuni antichi testi gnostici[1], si prostituisce nel mondo materiale dimenticando il suo vero sposo. Quando invece l’anima trova lo spirito, disvela e finalmente ricorda sperimentando anche nel corpo un tipo di conoscenza superiore: si crea la Gnosi. Il linguaggio spirituale è fatto di immagini la cui forza ci può condurre a significati più ampi, a nuove forme di pensiero e di visione della realtà.
[1] Citiamo ad esempio Esegesi dell’anima e Insegnamento autorevole contenuti rispettivamente nei codici II e VI di Nag Hammadi