Non è possibile scindere il suo pensiero complesso, e ancora oggi a tratti ermetico, dalla sua biografia. Le due cose sono intrinsecamente connesse e sono una la conseguenza dell'altra. 
Sono trascorsi più di quattrocento anni da quel rogo e il tempo ha trasformato Giordano Bruno in qualcosa di più di tutto ciò che sperimentò nella sua breve e travagliata esistenza. L'Eroico Furore che lo ha ispirato nei suoi scritti e nelle sue avventure, lo ha spinto ai confini dell'esperienza umana, lo ha avvicinato a quel concetto di infinito che gli costò la vita e lo ha reso immortale trasformandolo in un simbolo per le generazioni a seguire. 
Nato a Nola nel 1548, Filippo della famiglia de' Bruni assunse il nome Giordano entrando in un convento domenicano, all'età di 17 anni. La sua scelta di farsi frate sembra essere stata dettata dal desiderio di conoscere e di studiare, più che dalla fede nella dottrina cattolica, tant'è che ben presto il giovane Giordano iniziò ad avere problemi con i suoi superiori, a causa dei libri eretici con cui cibava la sua fervida mente e per le tesi poco ortodosse che andava sviluppando. 
Dopo pochi anni fu costretto ad abbandonare il convento e a iniziare la sua incredibile peregrinatio: diecimila chilometri in giro per l'Europa, ospite delle corti e delle accademie europee affascinate dall'alone di ambiguità e mistero che Giordano Bruno costruì attorno alla sua persona, ma da esse sempre costretto a fuggire, poiché il suo pensiero profetico non era destinato a trovare asilo in nessun contesto civile o religioso dell'Europa del cinquecento, senza entrare irrimediabilmente in rotta di collisione con il potere costituito.
Fu contestato dagli aristotelici della Sorbona, dai cattolici di Roma, dai protestanti calvinisti e luterani e infine tradito dalla Repubblica di Venezia, dove il nobile Mocenigo, presso il quale si rifugiava, lo consegnò all'Inquisizione romana. Trascorse gli ultimi sette anni della sua vita in stato di prigionia. Sfidò persino gli inquisitori, rivolgendosi direttamente al Papa e facendo della difesa del suo pensiero una delle pagine più eroiche della storia.

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