La non linearità del tempo, la coincidenza tra spirito e materia (Dio è materia per Bruno), l'idea che tutti gli elementi della natura, viventi e inerti, siano costituiti della stessa materia sia sulla Terra che nell'infinito universo, sono alcuni dei principi filosofici su cui questo grande pensatore basò la sua visione della realtà. Egli non poté appoggiarsi a nessuno strumento tecnologico o scientifico, ma solo attingere alla propria forza interiore. Purtuttavia, a distanza di quattro secoli, oggi è possibile dimostrare la validità delle sue tesi e la sua straordinaria visionarietà, come sostiene l'astrofisica Giuliana Conforto. 
Alla stessa stregua della natura divina di Gesù, Bruno trattò i concetti di Inferno, Purgatorio e Paradiso, vale a dire come favole raccontate per la massa.
Per Bruno la morte non esiste, poiché la materia non va incontro alla dissoluzione, essa semmai si disgrega per riaggregarsi in un moto circolare in cui tutto ritorna. Ciò vale anche per l'individuo le cui particelle, morendo, si disgregano e poi tornano, in un certo qual senso si re-incarnano. Ma ciò che torna non può essere uguale a prima: è anche possibile che torni una figura che ricordi Bruno, ma non sarà mai lo stesso Bruno. 
Nei suoi scritti affronta anche temi di natura sociale e politica collegandoli alla dimensione metafisica: vi è un senso del nostro agire nel mondo, dal momento che morendo le nostre particelle disgregate potrebbero manifestarsi in qualunque forma fisica animata o inanimata, ma comunque non nella stessa forma a noi conosciuta?
Bruno risponde di sì: vi è un rapporto tra l'opera positiva e il merito che viene riconosciuto. Se questo rapporto viene rotto, si distruggono le basi della civiltà. Attraverso il proprio operato l'individuo può, quindi, influenzare le prossime incarnazioni.
D'altro canto, egli definiva se stesso un Mago, richiamandosi all'antica saggezza della tradizione ermetica che affondava le sue radici nella cultura egizia.
L'arte di immaginare (in me mago agere[3]) era la struttura su cui fondò le sue celebri tecniche mnemoniche. Entrando nel proprio mondo interiore, l'individuo può costruire stanze, ampi spazi, giardini e luoghi nei quali depositare le proprie informazioni e, allo stesso modo, tornare ad accedervi ogni qualvolta lo desideri. 

[3] Il Mago che è in me agisce.

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