Un uomo solo contro tutti, senza altra arma che la sapienza che proveniva da dentro se stesso, consapevole che la sua filosofia e le sue conoscenze erano ben più importanti del destino che sarebbe toccato alla sua persona.
Non fu il primo a scegliere la morte piuttosto che l'abiura. Non sarà neanche l'ultimo. Bruno però ci concede la possibilità di riflettere su quale sia il processo interiore che può condurre un uomo all'estremo sacrificio di sé per un ideale che trascenda l'esperienza della vita umana. O meglio, per un ideale capace di riempire di senso l'esperienza della vita e con essa anche la morte. 
I contenuti del pensiero bruniano non fecero mancare argomentazioni alla Santa Inquisizione: «Onde possiamo stimare che de stelle innumerabili sono altre tante lune, altre tanti globi terrestri, altre tanti mondi simili a questo».[2]La totale adesione alle tesi di Copernico sull'eliocentrismo e successivamente la teorizzazione dell'Universo infinito, con infiniti mondi e infinite lune, sono oggi per noi concetti acquisiti come verità scientifica, ma all'epoca di Bruno affermare che la Terra non fosse al centro dell'universo voleva dire contestare pienamente la visione tolemaica e il cristianesimo. L'uomo, creatura vivente in uno dei mondi possibili di un universo infinito, in un sistema solare periferico e non più centrale, che tipo di ruolo poteva più avere nella creazione divina?
Contestò fortemente la natura divina di Gesù e il dogma della Trinità. Nella sua concezione filosofica, l'Infinito non poteva essere contenuto nel finito, pertanto Dio e Gesù non potevano essere la stessa persona, poiché se ciò fosse stato vero, Egli sarebbe assimilabile a una mostruosità; piuttosto per Bruno era da considerare un mito, una favola. Se una relazione poteva esserci tra Dio infinito e l'Uomo finito essa era di pura assistenza. 
Le tesi bruniane sono state nel tempo oggetto di studi da parte del mondo scientifico. Egli aveva afferrato attraverso il pensiero filosofico verità incomprensibili e non dimostrabili al suo tempo, e tuttavia oggi date per assodate dalla fisica e dall'astrofisica.

[2] Giordano Bruno, De l'infinito, Universo et Mondi, 1584

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