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«Mi appare una fanciulla di circa 9/10 anni. È triste, sembra depressa, distaccata e non ha volto. “Perché non mi mostri il tuo volto?” le chiedo. “Perché non so bene chi sono, non sono stata riconosciuta, non sono stata vista”. Comprendo che si è presto adeguata a essere come gli altri si aspettavano che fosse. Le chiedo il suo nome e mi dice “Gladiola” = piccola spada, forza dei sentimenti, ideali, integrità e giustizia. Comprendo intuitivamente (a volte la conoscenza ci arriva così da queste entità) che la sua ferita più grande è aver subito scoperto che l’Amore, per le persone che la circondavano, non era la cosa più importante. La chiusura, l’indifferenza, il blocco della sensibilità sono state per Gladiola il modo per difendersi dal dolore. Con il mio piccolo “fiore-spada” c’è bisogno di tanta amorevole pazienza, di tempo, di fedeltà, di ascolto, affinché possa, piano piano, riaprirsi alla possibilità di sentirsi amata, alla sua bellezza e al suo valore. Mentre le parlo, il suo volto inizia ad apparire e il suo corpo prende forma. Finalmente… è stata vista.»