So che ha scelto intenzionalmente la parola Davka, perché non ha un termine corrispettivo in italiano.
Esatto. Infatti, in ebraico la parola Davka esprime l’azione di “scegliere apposta qualcosa”, anche se è solo uno dei possibili significati. L’ho scelta per sintetizzare in qualche modo l’idea della intraducibilità dell’esperienza ebraica, della sua unicità e della sua complessità. Volevo raccontare come l’ebraismo sia qualcosa di più ampio rispetto alla connotazione religiosa con cui si è soliti identificarlo: un ebreo è tale anche se ateo, anche se non osserva alcun precetto; un ebreo è ebreo in virtù del suo far parte di una comunità, di un popolo, inteso nel senso che nell’antichità veniva dato al termine. Penso ai Sumeri, agli Assiro-Babilonesi che oltre ad avere una forte identità nazionale vantavano una altrettanto importante identità spirituale, che li caratterizzava rispetto agli altri popoli che vivevano nelle loro stesse aree. Come fondatore poi, questa doppia valenza del nome mi piace perché incarna, per certi versi, anche il mio essere allo stesso tempo un italiano e un ebreo.
Quando e come nasce il Progetto?
Nel 2004. La sua è una lunga storia fatta di ricerca, di concerti in Italia come in giro per il mondo, dall’Europa alla Russia, alla Turchia. E nasce dal mio vivere l’ebraismo in modo attivo: personalmente sono molto praticante e ho sempre condotto studi approfonditi su Torah e Talmud, il progetto si alimenta della volontà di non voler vivere la mia tradizione come un recinto ma di volerla condividere col mondo. Non a caso, il gruppo è da sempre composto da musicisti di fedi diverse. Ci esibiamo nei teatri e i nostri spettacoli si snodano intorno a un filo conduttore, ognuno è un viaggio nella tradizione ebraica inseguendo a volte temi molto specifici, altri invece svolgendo spunti più trasversali, il tutto per permettere al pubblico di conoscere e fare esperienza delle tradizioni del mondo ebraico. In altre occasioni ci esibiamo in contesti – come manifestazioni, convegni, festival - che promuovono il confronto e il dialogo inter-culturale e inter-religioso, dove ci uniamo a gruppi che testimoniano altre fedi.