Come nascono i vostri spettacoli?

Oltre a essere l’ideatore del Progetto Davka sono anche la voce del gruppo, e scrivo gli spettacoli facendo un grande lavoro di ricerca di brani tradizionali della cultura ebraica, e del tipo di contaminazione che ha ricevuto nelle aree in cui si è sviluppata, sia in Italia che a livello internazionale. La mia è sostanzialmente un’attività di recupero nei quattro angoli del globo, dopo di che sviluppo un tema in base al materiale che reperisco nei miei viaggi. Per esempio, lo spettacolo In vino veritas, che fa un gioco di parole di un detto latino, è strutturato in modo da approfondire la conoscenza della funzione del vino all’interno della tradizione ebraica, far vedere come il vino accompagni ogni celebrazione, sia sacra che profana. Quindi, attraverso il filo conduttore della funzione del vino in queste cerimonie, abbiamo l’opportunità di parlare di Shabbath, della Pasqua, delle varie feste, del matrimonio, così come della circoncisione. Ne La cantica del mare invece, narriamo di come la musica ebraica si sia integrata lungo tutte le coste del Mediterraneo in oltre duemila anni di diaspora, e facciamo sentire come l’ebraismo si sia inserito così a fondo nelle culture locali, che molti dei canti della nostra cultura sono stati scritti anche nei dialetti locali. Il Mediterraneo ha questa grande dimensione di abbraccio, di elemento unificante tra Nord e Sud del mondo: la mia idea è rappresentare come questo mare non veicoli cose negative, perché nella migrazione dei popoli non c’è solo uno spostamento di povertà, bensì l’offerta di un’opportunità di arricchimento da interpretare e trasmettere in modo giusto, in modo che l’energia che viene da tali migrazioni diventi poi efficace per migliorare le comunità che le accolgono.

Essendo i canti in lingue diverse, come fa la vostra platea a capirne i contenuti?

Perché ogni concerto è un viaggio, e ogni brano è una tappa, in cui io come una guida accompagno attraverso delle narrazioni il pubblico: ogni volta che eseguiamo un brano raccontiamo prima di cosa parla, a cosa è legato, da dove viene e perché è importante per la nostra tradizione.

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