Ma se proviamo ad avere uno sguardo nuovo sulle cose, ad allontanarci dalla superficie che stimola i nostri sensi, se proviamo cioè ad avere uno sguardo più intimistico, potremo entrare in connessione con i significati profondi che il film comunica. Significati di gran lunga più interessanti per chi è su un cammino di scoperta di sé. La seconda riflessione riguarda la semplicità. Nel nostro percorso di conoscenza interiore, siamo impegnati nello studio e nella ricerca delle cose "alte", importanti. Ci sforziamo di carpire significati, "segreti" che diano un senso a questo nostro tempo sulla terra. Potremmo tuttavia accorgerci che è proprio nella semplicità delle cose che viviamo, nell'ordinarietà delle persone che incontriamo, che abbiamo l'occasione di ricevere un messaggio utile alla nostra crescita spirituale. Potremmo cioè scoprire che persino un semplice film hollywoodiano può aprirci le porte verso l'Infinito. 
Ma torniamo al film. La trama è, tutto sommato, semplice: Bill è un ricco uomo d'affari americano, sulla soglia dei 65 anni, che riceve una visita inaspettata. La morte è venuta a prenderlo, ma vuole qualcosa da lui, vuole che gli faccia da guida per qualche giorno sulla terra, perché anche lei vuole sperimentare cosa sia la vita. In cambio, gli concederà un po' di tempo in più.
Perché vuole che sia Bill la sua guida? Perché lo ha sentito spiegare alla figlia la differenza tra essere vivi ed essere morti, e cosa dia senso alla vita, cioè la capacità di "sentire" e lasciarsi andare con tutto sé stesso all'Amore.
Bill: «Voglio che qualcuno ti travolga, voglio che tu leviti, voglio che tu canti con rapimento e danzi come un derviscio!».
Susan: «Ah, tutto qua?». 
Bill: «Sì, abbi una felicità delirante! O almeno non respingerla».
Susan: «Va bene... "Abbi una felicità delirante..." vedrò di fare il possibile».
Bill: «Lo so che ti suona smielato, ma l’amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi. Io ti dico: buttati a capofitto! Trova qualcuno da amare alla follia e che ti ami alla stessa maniera! Come trovarlo? Be’... dimentica il cervello e ascolta il cuore. Io non sento il tuo cuore, perché la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo. Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente, be’... equivale a non vivere. Ma devi tentare, perché se non hai tentato non hai mai vissuto».
Susan: «Bravo!».
Bill: «Ah, sei una dura...».
Susan: «Scusami... d'accordo, dimmelo di nuovo, ma stavolta la versione breve».
Bill: «Non respingere, chi lo sa, esiste il colpo di fulmine».
La passione con cui Bill esprime queste parole, questo desiderio per la figlia che non sprechi la sua occasione di vivere pienamente, è talmente travolgente che persino la Morte (che si era avvicinata a lui per portarlo via) cambia i suoi programmi e decide di fare un'eccezione alla regola, dando a sé stessa la possibilità di essere viva! Così la Morte si rende accessibile, si fa riconoscere, iniziando un dialogo interiore con Bill.

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