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Che uomo è Bill? È un uomo che ama. Ama le sue figlie, ama il suo lavoro, ama le persone, ha amato la moglie, non giudica sé stesso. Bill ha vissuto la sua vita, vi è stato dentro fino in fondo e non ha paura di andarsene. Non sa cosa ci sia al di là del ponte che si appresta ad attraversare, ma ha accettato la morte come inevitabile, si è preparato. In fondo, ha sempre saputo che sarebbe arrivato quel momento.
Una sera il Maestro ci disse: come saranno le tue labbra quando giungerà il bacio della Morte? Saranno serrate, piegate in una smorfia di dolore, di rabbia, di paura? O saranno pronte ad accogliere quel bacio, e in esso a lasciarsi andare?
Quale speranza possiamo riporre in noi stessi, stando in ascolto di tali domande, se non quella di essere in grado di accogliere quel momento con la pace nel cuore, con la pace che deriva dalla consapevolezza di aver vissuto? Aver dato spazio al mistero che ci abita, portando con noi qualche ricordo per cui vivere sia valsa la pena e sciogliersi in quell'abbraccio con la curiosità trepidante di riscoprire cosa c'è al di là del ponte.