«Solo cominciando a ricordarsi di sé, l’uomo può realmente svegliarsi. Intorno a lui, tutta la vita assumerebbe un senso differente. Egli la vedrebbe come una vita di gente addormentata, una vita di sonno. Tutto ciò che la gente dice e fa, lo dice e lo fa nel sonno. Nulla di questo può avere il minimo valore. Solo il risveglio, e ciò che conduce al risveglio, ha un valore reale»[5].
Il Ricordo di sé, e l’accrescimento di tale Ricordo, dovrebbe diventare mèta centrale di ogni allievo. Quando Ouspensky tentò di ricordarsi di sé, comprese che era assai simili a una “attenzione divisa”: l’uomo ordinario presta meccanicamente attenzione solo a ciò che lo circonda o solo a se stesso. Sforzandosi consapevolmente di ricordarsi di sé, la sua attenzione è rivolta contemporaneamente all’oggetto osservato e a se stesso che osserva. Per molto tempo fu questo il lavoro di Ouspensky, che gli consentì di fare numerose esperienze di risveglio.
La nostra esperienza, però, ci insegna che esistono diversi livelli di Ricordo di sé e che quello utilizzato da Ouspensky è solo uno dei livelli iniziali. Questa attenzione divisa in due non basta.
Il Ricordo di sé deve diventare una caratteristica stabile dell’essere. Per fare questo abbiamo bisogno di strumenti più evoluti che facciano scendere il Ricordo a un livello molto profondo, diventando così la base dalla quale elevarsi per raggiungere il piano che Gurdjieff definisce di “coscienza obiettiva”.
Un allievo di Ouspensky, Rodney Collins, percepisce da solo tutto questo in modo deduttivo:
«Il fatto è che sebbene sia straordinariamente difficile dividere la propria attenzione in due, è molto più possibile dividerla in tre. Sebbene sia estremamente difficile ricordarsi di sé e dell’ambiente simultaneamente, può essere possibile ricordarsi di sé e del proprio ambiente alla presenza di qualcos’altro… Qual è questo terzo fattore che deve essere ricordato?... Ogni persona deve comprenderlo da sola…»[6].
[5] Ibid. pag. 159).
[6] Rodney Collins, Influenze Celesti, pag. 234-235.