Più un uomo fa passi verso il Reale, più viene aiutato. Le grandi difficoltà sono all’inizio del cammino: «Io vi dico che a chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha» (Lc. 19,26).
Quando l’allievo ha stabilizzato la sua percezione di Dio, per incrementarla può iniziare a comunicare spontaneamente con Lui, a cercarne la compagnia. Può iniziare un meraviglioso processo di innamoramento di Dio. Corredato di un tale amore penetrante, il Ricordo di sé non sarà più soggetto a eccessive interferenze. Questo è il punto di non ritorno. A questo livello l’allievo fa esperienze che smettono di essere soggettive. Accadono in lui e intorno a lui avvenimenti straordinari, “miracolosi” e oggettivi. Egli inizia a verificare che tale Dio “immaginato”, “pensato” e “costruito” ha una sua corrispondenza superiore e oggettiva. Comprende che esiste un’attinenza strettissima fra il cosmo psichico e quello esteriore, che la costruzione del Padrone dell’universo interiore (l’Io) lo pone in contatto con il Padrone dell’Universo esteriore.
Numerose volte Gurdjieff ha parlato dei livelli di Ricordo di sé e dell’utilizzo dell’immagine divina come strumento massimo per stabilizzarlo. Nel suo libro La Vita è Reale solo quando Io Sono, esiste un breve paragrafo stranamente in corsivo, come a nascondere in queste righe la parte essenziale di tutto il suo libro. Invito il lettore a recuperare tale testo e rinvenire la parte citata. Troverà, riflettendovi, molte attinenze con quello che abbiamo scritto finora e, forse, potrà anche provare a dare una risposta personale alla nostra domanda iniziale.