«Ecco, lo sapevo caro maestro. Sono venuta qui perché non mi bastava prendermela con gli ipocriti, volevo capire cosa c’è sotto, appunto. Non volevo liquidarli con un giudizio negativo, anche se spesso il loro atteggiamento è irritante – se non dannoso – e quando poi si scoprono gli altarini, ammesso che si scoprano, ci si sente traditi e non è bello. Perciò cercavo qualcuno che mi aiutasse ad andare oltre e così ho pensato a lei». «Be’, sono onorato per la fiducia e la stima che mi concedi, ma ora – non è per mandarti via – dobbiamo terminare». «Non è per mandarmi via? Ma lo sta facendo!». Chiara fa appena in tempo a schivare lo scappellotto e scoppiano entrambi in una sonora risata.
Tornando all’aria aperta, dopo aver salutato il suo simpatico maestro di teatro, considera quante volte le è capitato – e non esclude che le capiterà ancora – di essere un’ipocrita senza il coraggio di ammettere le proprie azioni. Oggi capisce che non è una colpa, ma l’effetto di un disagio, e questo la intenerisce un po’. Spera, da adesso in poi, di acquisire davvero la capacità di discernere, di spiegare e magari di non giudicare cosa c’è sotto. Se potrà, di trasformarlo e anche di perdonarsi se non sa. Sta crescendo, sta osservando, sta imparando e vuole riuscire a diventare un’adulta responsabile delle proprie intenzioni, delle proprie scelte, anche dei propri errori.
Buon viaggio, ragazza, nel tuo nome c’è un destino.
L’IPOCRISIA DENTRO E FUORI DI NOI
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- Scritto da LUCIANA MOGGIO
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