Il Lavoro che viene insegnato è finalizzato a una sana relazione con se stessi, l’abbiamo già detto, e queste domande permettono di osservare i pensieri, le emozioni e i comportamenti che ci muovono. Ma non basta, perché potrebbe immediatamente scattare un giudizio, poi una censura, e allora tutto risulterebbe inutile. Si ricadrebbe nel meccanismo che induce il sonno. 
C’è un’altra componente essenziale ed è la capacità di ricordare chi siamo autenticamente, di ritornare alle nostre origini spirituali dove risiede l’unica possibilità che abbiamo di osservarci senza criticare, con obiettività e compassione. Anzi con curiosità sincera, con l’equilibrio e la maestria occorrenti per ammettere tutto quello che c’è, anche l’errore e la debolezza. Per farne un trampolino che permetta il tuffo perfetto dentro di noi. Si crea una confidenza con la matrice divina della nostra anima, che non può fare altro che amarci qualsiasi cosa veda.
Quando si stabilisce una comunicazione così intima e solidale, ci si può sentire meno soli, più forti, meno ansiosi, più sicuri. In contatto con questa energia, diventa possibile tenere il contatto con tutti i bisogni che spingono a cercare fuori, o a proiettare fuori. E con questa integrazione, tutti gli elementi insieme, poter finalmente entrare in contatto con gli altri, anche virtualmente.

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